Hashima Island, conosciuta anche come Gunkanjima, che significa “nave da battaglia” in giapponese, a causa della sua somiglianza con una nave militare, è un’isola abbandonata situata a circa 15 chilometri dalla città di Nagasaki, in Giappone. Un tempo prospera miniera di carbone, l’isola è un esempio spettrale di industrializzazione e abbandono, ed è stata inserita nel 2015 nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come parte dei Siti dell’Industria Meiji del Giappone.
La scoperta di carbone su Hashima Island risale al 1810, e da allora l’isola ha avuto una storia di sviluppo intensivo. La Mitsubishi Corporation acquistò l’isola nel 1890 e iniziò un’operazione di estrazione del carbone su larga scala. L’isola si trasformò in una delle installazioni minerarie più avanzate del tempo, con infrastrutture e abitazioni per i minatori e le loro famiglie. Al suo apice negli anni ’50, Hashima ospitava più di 5.000 persone, rendendola una delle aree più densamente popolate al mondo.
Tuttavia, quando il carbone fu soppiantato dal petrolio come principale fonte di energia in Giappone negli anni ’60, la miniera perse la sua importanza economica. La miniera fu chiusa definitivamente nel 1974 e l’isola fu abbandonata, lasciando dietro di sé edifici vuoti e strutture in rovina.
Con il passare del tempo, gli edifici di cemento armato dell’isola sono stati esposti agli elementi, portando a un decadimento naturale che ha creato un’atmosfera unica e un po’ inquietante. L’isola è spesso soggetta a tifoni e alle dure condizioni marine, che hanno contribuito all’erosione e al deterioramento delle strutture.
Per quanto riguarda la costa, Hashima è caratterizzata da scogliere ripide che emergono direttamente dal mare. Questo ha reso l’approdo e la costruzione di infrastrutture portuali particolarmente difficili. La mancanza di spazio su un’isola così piccola ha richiesto che gli edifici fossero costruiti molto vicini tra loro, aggiungendo alla sensazione di claustrofobia che si può provare camminando tra le rovine.
La flora e la fauna di Hashima sono limitate a causa dell’ambiente ostile e del paesaggio dominato dal cemento. Tuttavia, alcune piante resistenti, come i cespugli e l’erba, hanno iniziato a crescere tra le crepe delle strutture abbandonate, e gli uccelli marini a volte si possono vedere nidificare sulle strutture in declino.
Hashima Island oggi attrae turisti e storici, interessati a vedere di persona questo esempio unico di patrimonio industriale e di cambiamenti socio-economici. Le visite guidate sono disponibili, anche se solo una piccola parte dell’isola è sicura per essere esplorata a causa delle condizioni pericolose dei vecchi edifici. L’isola ha anche attirato l’attenzione dei media, essendo stata utilizzata come location nel film di James Bond “Skyfall” e protagonista di numerosi documentari. Nonostante il suo stato di abbandono, Hashima rimane un potente simbolo del progresso industriale e della sua conseguente obsolescenza.
Hashima Island: dove si trova e servizi
Per raggiungere Hashima Island, comunemente nota come Gunkanjima, il mezzo di trasporto più pratico è via mare, dato che si tratta di un’isola. Il punto di partenza più comodo è la città di Nagasaki, situata sull’isola principale del Giappone, Kyushu. Se viaggi da Tokyo, il modo più veloce per arrivare a Nagasaki è prendere un volo interno fino all’Aeroporto di Nagasaki, che dura circa due ore, e poi un autobus o un taxi per arrivare al centro della città. Un’alternativa è prendere un treno ad alta velocità, o Shinkansen, fino a Hakata (Fukuoka) e poi cambiare per un treno limitato espresso per Nagasaki, che può prendere complessivamente circa sette ore.
Una volta a Nagasaki, dovrai recarti al porto da dove partono i traghetti per Hashima. Ci sono diverse compagnie che offrono tour guidati dell’isola, ma è importante prenotare in anticipo, soprattutto durante l’alta stagione turistica. Questi tour in genere partono dal Terminal di Nagasaki per le crociere o da altri moli specificati dalle compagnie di tour e durano circa tre ore, inclusa la traversata in barca di circa 50 minuti per arrivare all’isola.
I servizi disponibili durante i tour includono guide multilingue che forniscono informazioni storiche e attuali sull’isola. Le guide sottolineano l’importanza storica e culturale dell’isola, il suo ruolo nell’industria mineraria del carbone e la vita quotidiana degli abitanti prima della chiusura della miniera. I visitatori potranno esplorare solo le aree designate sicure, dato che molte strutture dell’isola sono pericolanti e off-limits. Le compagnie di tour spesso forniscono caschetti di sicurezza per proteggere i visitatori da eventuali detriti cadenti.
È importante notare che non ci sono ristoranti o servizi igienici sull’isola, quindi è meglio portare acqua e snack e utilizzare i servizi igienici nel battello o nei moli prima e dopo il tour. Inoltre, a causa delle condizioni potenzialmente pericolose, i tour possono essere cancellati in caso di maltempo, quindi è consigliabile controllare le condizioni del mare prima della partenza.
In generale, un viaggio a Hashima Island offre una rara e affascinante occhiata in un pezzo di storia industriale giapponese e un’esperienza indimenticabile dell’era Meiji, con tutte le misure di sicurezza e di comodità per garantire una visita piacevole e informativa.
Luoghi da non perdere
Hashima Island, spesso chiamata Gunkanjima, è un’isola disabitata che si trova al largo della costa di Nagasaki in Giappone, famosa per le sue rovine industriali e la sua atmosfera da “città fantasma”. Un tempo un’isola fiorente per l’estrazione del carbone, oggi è un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO che attrae turisti da tutto il mondo, affascinati dalla sua storia unica e dalle sue strutture decadenti.
La principale attrazione di Hashima è senza dubbio il paesaggio urbano abbandonato, che offre scorci surreali e toccanti di un tempo che fu. Immagini di edifici di cemento corroso, finestre vuote e strade deserte creano un panorama affascinante per fotografi e visitatori. Gli amanti della storia apprezzeranno le rovine degli alloggi dei minatori, le scuole, gli ospedali e i luoghi di intrattenimento che una volta sostenevano una comunità di migliaia di persone in un’area non più grande di un campo da calcio.
I tour guidati portano i visitatori in un percorso sicuro attraverso l’isola, spiegando la sua storia e mostrando gli edifici più significativi. Tra questi, il Blocco 30 è particolarmente noto; un edificio residenziale che una volta era il più alto del Giappone. Altri punti di interesse includono la scalinata di pietra, soprannominata “l’intersezione” per la sua posizione al centro dell’isola, e il muro di protezione, costruito per proteggere gli edifici dai violenti tifoni.
Data la natura fragile e pericolosa di molte strutture sull’isola, i visitatori possono esplorare solo una parte del sito. Le escursioni sono attentamente controllate e si limitano alle aree più sicure, segnalate da percorsi e barriere. Nonostante queste restrizioni, l’esperienza di camminare tra questi resti è potente e trasmette un senso di isolamento e di abbandono che pochi altri luoghi al mondo possono offrire.
A causa delle dimensioni ridotte dell’isola e delle condizioni delle strutture, non ci sono “escursioni” nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto visite guidate pianificate e controllate. Questi tour, che partono da Nagasaki, forniscono una comprensione approfondita della vita sull’isola durante il suo periodo di attività e delle ragioni del suo declino. Non sono presenti negozi o ristoranti sull’isola, quindi è importante che i visitatori portino con sé qualsiasi cosa possano necessitare durante la visita.
In definitiva, Hashima Island offre una prospettiva unica sulle conseguenze dell’industrializzazione e un promemoria tangibile del passaggio del tempo, che sfida i visitatori ad immaginare la vita in questo isolato avamposto industriale mentre esplorano le sue impressionanti rovine.
