Un titolo per scommettere sul fintech italiano

Investments |1 settimana fa

Quotazioni raddoppiate dal dicembre 2016

Il 2017 rimarrà agli annali, salvo imprevisti dell’ultimo momento, come un anno d’oro per i titoli high-tech e per quelli maggiormente esposti alla rivoluzione fintech. Negli ultimi 12 mesi (dati alla chiusura di ieri, 4 dicembre), l’italiana Tas Group ad esempio ha registrato un incremento di valore del 203%, vedendo la sua capitalizzazione salire ad oltre 162 milioni di euro, riuscendo così a superare anche colossi mondiali del fintech come la statunitense Visa (+179% nei 12 mesi) o la tedesca Wirecard (+119%).

Titolo ha beneficiato dell’effetto-Pir

A sospingere i titoli della società quotata fin dal 2000 e leader in Italia nella fornitura di soluzioni e servizi specialistici per la gestione dei sistemi di pagamento, della moneta elettronica, dei mercati finanziari e dei sistemi per la cosiddetta “extended enterprise” ha contribuito in realtà non solo l’effetto-traino legato al crescente successo delle tecnologia blockchain e della digitalizzazione delle transazioni finanziarie, ma soprattutto l’effetto Pir (Piani individuali di risparmio), che stanno convogliando nuovi capitali sulle mid e small cap innovative italiane.

Massimo dell’anno toccato il 26 gennaio

Attenzione però: Tas Group dopo aver toccato un picco di quotazioni a 3,265 euro per azione il 26 gennaio scorso non è riuscita a spingersi oltre ed anzi da allora ha sottoperformato sia il settore fintech sia gli indici principali di Piazza Affari, trattando al momento attorno a 1,92 euro per azione, circa un 5% al di sotto rispetto ai livelli di tre mesi fa e il 41% in meno dal picco di inizio anno, nonostante le trimestrali del comparto tecnologico italiano abbiano mostrato fatturato e margini in crescita e debiti tendenzialmente in calo, cosa che avrebbe dovuto sostenere le valutazioni.

Una scommessa a sconto sul fintech italiano

Per chi volesse scommettere sul fintech italiano, Tas potrebbe dunque rappresentare l’occasione per un acquisto “a sconto”, anche perché le flessioni più recenti non sono state accompagnate da volumi e secondo gli analisti tecnici il trend ribassista potrebbe dunque terminare a breve. A medio termine il trend rialzista resta dunque intatto, anche se, avvertono gli esperti, il trend di breve periodo sta visibilmente perdendo forza, cosa che suggerisce la possibilità di assistere ancora ad una discesa dell quotazioni prima di poter assistere ad un rimbalzo. Insomma: un titolo adatto a chi crede nel fintech, ma che non è per i deboli di cuore.

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