Italia nelle retrovie tra i paesi più “sostenibili”

Investments |2 settimane fa

DA DEGROOF PETERCAM AM NUOVA CLASSIFICA SOSTENIBILITA’

Cattive notizie per Italia, Stati Uniti, Francia e Giappone, classificatesi in coda alla classifica di sostenibilità dei Paesi Ocse elaborata da Degroof Petercam Asset Management, società di gestione del risparmio di Bank Degroof Petercam con oltre 50 miliardi di euro in gestione che dal 2007 pubblica tale classifica sui paesi Ocse e dal 2013 anche sui paesi emergenti.

ISLANDA IN TESTA, BENE NORDICI E “TEDESCHI”

Tra i paesi Ocse per sostenibilità resta in testa l’Islanda, che non pare aver subito particolari contraccolpi dalla recente crisi finanziaria, davanti a Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia. Oltre ai “nordici”, si classificano nella parte alta della classifica i paesi in lingua tedesca, con Svizzera, Germania e Austria rispettivamente al quinto, ottavo e decimo posto.

ITALIA, POPOLAZIONE SEMPRE PIU’ DIPENDENTE

L’Italia si trova in 29esima posizione, invariata rispetto all’anno scorso, principalmente a causa di valori ancora sotto la media per quanto riguarda trasparenza e democrazia, per il continuo deterioramento dell’indice di dipendenza della popolazione (il rapporto percentuale tra la popolazione in età non attiva e la popolazione attiva), più elevato della media Ocse e dell’area euro, e per il tasso di disuguaglianza sociale.

MALE ANCHE GIAPPONE E STATI UNITI

Punteggi modesti anche per Giappone e Stati Uniti: il primo, al 21esimo posto, paga soprattutto la scarsa attenzione alla preservazione dell’ambiente e il basso tasso di fertilità oltre che un insufficiente livello di soddisfazione di vita, che si traduce anche in un alto tasso di suicidi. Sugli Stati Uniti, 28esimi, il “ciclone Trump” ha per ora avuto un effetto limitato (sono state perse solo 2 posizioni), nonostante il rifiuto di utilizzare un approccio costruttivo rispetto alla tematica ambientale e alla discriminazione dei lavoratori migranti.

BENE LA REPUBBLICA CECA, MALE LA POLONIA

Per quanto riguarda infine i paesi emergenti, la Repubblica Ceca si conferma al primo posto, seguita dalla Corea del Sud (che rispetto all’ultima rilevazione ha guadagnato ben 7 posizioni) e dal Costa Rica. Al contrario i venti autoritari che spirano in Europa Centrale, con implicazioni legate in particolar modo al tema dei diritti politici, hanno colpito soprattutto Ungheria e Polonia, con quest’ultima che ha perso 2 posizioni uscendo dal podio.

POCA LIBERTA’ IN CINA, ARABIA SAUDITA E RUSSIA

I paesi ritenuti “non liberi” e pertanto del tutto privi dei requisiti per poter essere oggetto di investimenti responsabili, restano una ventina scarsa, tra i quali si notano Cina, Russia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, ma anche Congo, Vietnam, Qatar, Camerun, Etiopia e Angola.

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