WALL STREET RECORD, MA OCCHIO ALLA FED – Mercati in equilibrio tra la buona chiusura di ieri di Wall Street, dove la correzione dei titoli del comparto high-tech sembra già terminata e per il Dow Jones e l’S&P500 sono scattati nuovi massimi storici, e l’attesa per il previsto rialzo di un quarto di punto del costo del denaro che oggi la Federal Reserve dovrebbe annunciare al termine del Fomc apertosi ieri. Gli investitori, in particolare, guarderanno ad eventuali segnali, nel comunicato finale, che possano confermare o smentire l’ipotesi di un ulteriore rialzo dei tassi in autunno.

BANCO BPM IN RIPRESA, FRENA UNICREDIT – A Piazza Affari, intanto, il Ftse Mib oscilla poco sopra i valori di ieri (+0,16%), imitato dal Ftse Italia All-Share (+0,17%) e dal Ftse Italia Star (+0,15%. Tra le blue chip italiane rimbalza Campari, ieri sottotono, con anche Exor, Banca Generali, Banco Bpm (che ha definito al cessione di un portafoglio di 963 miloni lordi di Npl) e Salvatore Ferragamo poco sotto il punto percentuale di guadagno. Deboli per ora Brembo, Fiat Chrysler Automobiles, Unicredit e Ubi Banca (quest’ultima dopo due sedute di forte rialzo), che perdono attorno al punto percentuale a testa.

C’E’ MENO TENSIONE SUL SETTORE BANCARIO – Il settore bancario in particolare sembra beneficiare delle indiscrezioni circa una disponibilità mostrata dalle autorità europee a ridurre l’esborso richiesto a soggetti privati per poter dare l’assenso ad una ricapitalizzazione precauzionale che veda l’intervento dello stato, come già accordato a Mps (per il quale, peraltro, resta lo scoglio della valutazione degli Npl da cedere sul mercato). Indiscrezioni che quantificano in 750-800 milioni di euro l’esborso finale contro gli 1,2-1,3 miliardi ipotizzati negli ultimi giorni. Possibile anche un coinvolgimento di fondi esteri per quanto riguarda l’operazione di cessione di Npl tramite cartolarizzazione, sempre posto che si trovi un accordo sulla loro valorizzazione.

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