Commento a cura di Lukas Daalder, Chief Investment Officer di Robeco Investment Solutions

L’espressione “raccogliere monetine davanti a un rullo compressore” è stata coniata da Nassim Taleb, autore di acclamati saggi su casualità e rischio, che descrivono una strategia di investimento caratterizzata da buone probabilità di bassi rendimenti (le monetine) e da una piccola probabilità di perdite molto consistenti (il rullo compressore). In sostanza, secondo Taleb lo scenario di un disastro finale prevarrebbe sulle monetine raccolte.

Nessuno lo mette in dubbio nel caso del rullo compressore (morte certa), ma sui mercati finanziari molto dipende dal tempo in cui si è riusciti a raccogliere monetine con successo e senza farsi male, oppure dalla velocità con cui si è in grado di uscire dal mercato. Di sicuro chi entra sul mercato azionario al momento sbagliato (vicino ai massimi) ha l’impressione di andare a sbattere contro un rullo compressore non appena inizia la fase di correzione, con perdite probabilmente superiori ai guadagni.

Detto questo, per quanto riguarda i mercati azionari in generale va aggiunto che i rendimenti nominali annuali di più lungo termine si sono attestati intorno all’8% dimostrando che, sinora, la raccolta di monetine è stata vincente. A quanto pare la metafora ingigantisce gli svantaggi.

In effetti, per quanto raccogliere spiccioli possa sembrare assurdo, va specificato che la strategia si è rivelata estremamente redditizia su quasi tutti i mercati negli anni successivi alla crisi. Gli investimenti in high yield e obbligazionario corporate hanno garantito agli investitori rendimenti supplementari costanti (spread) a fronte del rischio che si verificasse un grande evento nel credito (per esempio di insolvenza). Se si esclude il settore petrolifero statunitense, non vi è stato alcun evento di rilievo che abbia impattato il credito e gli spread si sono dimostrati stabili o addirittura in calo.

I mercati azionari, d’altro canto, sono saliti ulteriormente e, nonostante una leggera e saltuaria volatilità, il rullo compressore non è ancora entrato in azione. Molti hanno affermato che acquistare volatilità (per esempio mantenendosi corti sull’indice VIX) ha portato a guadagni costanti, mentre venderla (garantendosi protezione acquistando VIX) ha generato continue perdite.

Un altro modo di affrontare la questione è quello di porsi due domande strettamente collegate: quanto è grande il rullo compressore e che cosa stiamo raccogliendo, monetine, centesimi o dollari? Con i mercati azionari USA in crescita del 225% dai minimi del 2009 (se si includono i dividendi, il rendimento annuo per lo stesso periodo passa al 18%) e i prezzi delle azioni USA ormai considerati elevati in base a una serie di criteri di valutazione, è evidente che le monetine più semplici da raccogliere siano già state raccolte.

È proprio per questo che preferiamo sovraesporci al mercato europeo, dove riteniamo esserci un maggiore potenziale di crescita, vista la ripresa più contenuta del mercato dal 2009 (+80%, con rendimenti totali annualizzati pari al 12%). L’ulteriore crescita dei mercati azionari statunitensi è pertanto fortemente legata all’aumento degli utili. Tutto considerato, il risultato più probabile sarebbe una “sana” correzione del 10% per le azioni, non esattamente l’arrivo di un rullo compressore…”

Finora abbiamo quindi evitato di raccogliere monetine sul mercato azionario, preferendo aggiungere rischio attraverso asset class come il debito dei mercati emergenti e l’high yield. Se dovessimo assumere una posizione sovrappesata in titoli azionari, sarebbe determinata esclusivamente dal momentum, e con rigidi parametri di stop-loss.

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