Ecco l’impatto dei Pir sull’Aim Italia nei primi 5 mesi di vita

Investments |5 mesi fa

IR Top, Partner Equity Markets di Borsa Italiana – LSE Group, leader in Italia nella consulenza specialistica sulle Investor Relations e Advisor per l’IPO, ha aggiornato lo studio “PIR: STIMA DELL’IMPATTO SU AIM ITALIA” a seguito della nuova previsione del Governo che, sulla base dei risultati effettivi della raccolta di capitale dai Piani Individuali di Risparmio nei primi 3 mesi 2017, ipotizza 10 miliardi di euro nel 2017 ed 50 miliardi in 5 anni.

Sulla base della metodologia utilizzata da IR Top la stima aggiornata dell’impatto generato dai PIR sul mercato AIM Italia è pari a 3,3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. “Abbiamo aggiornato la nostra iniziale stima dell’impatto dei PIR su AIM a Euro 3,3 miliardi in 5 anni (dai precedenti Euro 1,25 miliardi) a seguito della review del dato di raccolta da parte del Governo”, ha commentato Anna Lambiase, Amministratore Delegato IR Top. “La nostra stima tiene conto anche dell’impatto dei PIR sulle Small-Mid Cap nei primi cinque mesi dell’anno 2017 che ha portato un incremento delle performance e della liquidità a livello complessivo. In particolare AIM ha raggiunto per la prima volta 4 miliardi di capitalizzazione con una performance positiva media del +63% per tre quarti del mercato e una performance dell’indice FTSE AIM del +23%. L’obiettivo del Governo con l’introduzione dei PIR è valorizzare il ruolo del mercato dei capitali nella crescita delle PMI per diversificare le fonti di finanziamento con un impatto migliorativo anche sulla qualità del sistema bancario. Per questo ritengo che l’afflusso di liquidità debba ora canalizzarsi su nuove  quotazioni e che oggi ci siano le premesse per il coinvolgimento di nuovi investitori specializzati sul mercato delle PMI; lo confermano le operazioni di IPO degli ultimi giorni che hanno registrato un’oversubscription con una domanda superiore all’offerta. Serve una maggiore consapevolezza da parte degli imprenditori a valutare la quotazione come concreta ipotesi di finanziamento: questa consapevolezza parte da una maggiore conoscenza della quotazione in Borsa, del mercato AIM, delle sue logiche di funzionamento e della modalità di approcciare gli investitori. In questo contesto economico fortemente dipendente dal sistema bancario, noi intendiamo svolgere un ruolo attivo nell’avvicinare le PMI alla Borsa per una maggiore efficienza del mercato AIM con l’obiettivo di raggiungere almeno 50 nuove IPO entro il 2018.”

Nei primi 5 mesi del 2017, a seguito dell’introduzione dei PIR, il FTSE AIM Italia ha segnato una crescita a doppia cifra e tutti gli indici Small e Mid Cap registrano un trend molto positivo: FTSE Italia MID Cap: +25%; FTSE STAR: +30%; FTSE Italia Small Cap: +27%; FTSE AIM Italia: +23%. Inoltre, nello stesso periodo il 76% delle Società AIM Italia ha registrato una performance positiva pari in media al +63%. L’effetto PIR su AIM Italia ha prodotto in questi primi 5 mesi risultati tangibili soprattutto in termini di controvalore medio giornaliero, che è pari a Euro 84.371, +257% rispetto a 23.611 nel corso dell’intero 2016, registrando una crescita superiore rispetto all’MTA nello stesso periodo (+57%).

Sempre nei primi 5 mesi dell’anno il controvalore totale scambiato su AIM Italia è pari a 614 milioni di euro, 2,1x il controvalore totale scambiato nell’intero anno 2016 (295 milioni di euro). Tra le principali istituzioni finanziarie che hanno creato o prevedono di lanciare fondi PIR Compliant: Acomea, Amundi, Anima, Anthilia, Arca, Azimut, Banca Finnat, Banca Generali, BNP Paribas, Credem, Ersel, Eurizon, FIA Asset Management (Gruppo FARAD), Fideuram, Fidelity, Kairos, Mediobanca- Duemme SGR, Mediolanum Gestione Fondi, Schroders, Sella Gestioni, Symphonia, UBI Pramerica, Zenit.

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