ANCHE IN GRECIA FARI PUNTATI SU NPE – Come in Italia e in Spagna, anche in Grecia il problema principale delle banche resta l’esposizione ai crediti deteriorati (Npe, non performing exposures). Così è ritenuta importante la cartolarizzazione da 1,3 miliardi di euro che Attica Bank sta organizzando assieme ad Aldridge Edc Speciality Finance, società d’investimento specializzata in asset “distressed”.

ATTICA CARTOLARIZZA 1,3 MILIARDI DI NPE – Con l’operazione l’istituto di Atene dovrebbe dimezzare i propri Npe riducendo anche la sua carenza di capitali. A fine 201t6 gli Npe delle quattro maggiori banche greche National Bank of Greece, Piraeus Bank, Alpha Bank e Eurobank Ergasias, erano pari a 106,3 miliardi di euro, appena l’1,2% in meno rispetto alla fine del terzo trimestre, e pesavano per il 44,8% del credito totale. Nei primi tre mesi dell’anno le Npe sono cresciute di altri 75,2 miliardi, più dei 74,7 miliardi fissati come obiettivo, complice le incertezze legate alle infinite negoziazioni in corso tra la Grecia e la “troika” Ue-Bce-Fmi.

OPERAZIONE HA FATTO RADDOPPIARE QUOTAZIONI – Attica Bank da parte sua con 2,4 miliardi di Npe aveva a fine 2016 una dei peggiori rapporti tra Npe e crediti totali (il 61,8%) e in una simulazione condotta dalla banca nazionale greca aveva evidenziato una carenza di capitali per 70 milioni. Dopo la cartolarizzazione il rapporto Npe/crediti totali di Attica Bank calerà al 39,5% mentre i soli Npl caleranno dal 50% al 33% e il Tier 1 capital dovrebbe risalire dal 14,8% al 17%. Così sul listino di Atene i titoli di Attica Bank sono tornati a salire  raggiungendo i 10,5 centesimi per azione, quasi il doppio rispetto a inizio maggio, quando l’operazione di cartolarizzazione è stata annunciatao.

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