UNICREDIT RECUPERA SUL FINALE – Seduta sull’ottovolante per Unicredit, che tocca un minimo intraday di 15,76 euro per azione, per poi chiudere a 16,46 euro con un guadagno dello 0,55% approfittando del recupero che si è notato sul listino di Piazza Affari a partire dal pomeriggio, dopo una mattinata di impronta chiaramente ribassista. A favorire il recupero del titolo Unicredit anche la nota con cui Barclays ha alzato il target price da 13 a 17 euro, confermando il proprio “equal weight”.

INVESTITORI ISTITUZIONALI AL 20% – A tener banco sono comunque i movimenti all’interno del capitale dopo l’aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Secondo le comunicazioni rese note dopo l’assemblea dei soci del 20 aprile scorso, il primo socio di Unicredit è Capital Research and Management salito al 5,07%, seguito da Aabar, fondo sovrano di Abu Dhabi, col 5,03%, da BlackRock col 4,8% dal fondo Dodge & Cox col 3,44% e da Norges Bank col 2,7%.

CALA IL PESO DI LIBICI E FONDAZIONI – Central Bank of Libya ha invece lasciato diluire la sua quota allo 0,82%, rispetto al 2,95% ancora segnalato nell’assemblea del 12 gennaio scorso, nella quale risultava che Libyan Investment Authority era socia all’1,27% (Lia non risulta aver poi partecipato all’assemblea del 20 aprile). Diluite anche, come peraltro previsto, le quote delle due maggiori fondazioni azioniste, Fondazione Cariverona e Fondazione Crt, rispettivamente all’1,8% e all’1,74% (in tutto le fondazioni socie presenti all’assemblea del 20 aprile arrivavano a circa il 4,7% del capitale). Stabili invece Leonardo Del Vecchio (tramite la finanziaria Delfin) e Allianz, rispettivamente all’1,93% e all’1,01%.

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