All’origine dell’attacco di settimana scorsa al pullman del Borussia Dortumund ci sarebbe un movente economico. Secondo quanto ha reso noto la procura federale, il sospettato sarebbe un ventottenne Sergej W., cittadino con doppia nazionalità tedesca e russa, che avrebbe speculato in Borsa sul ribasso del titolo del club tedesco, sperando in questo modo di ottenere profitti se le azioni della squadra fossero scese dopo l’attacco.

L’uomo ha infatti condotto l’operazione finanziaria che lo ha inchiodato usando il wifi dell’albergo, dunque un’identità digitale (il cosiddetto IP) rintracciabilissima. Il russo ha shortato, cioè ha scommesso sul ribasso del titolo della squadra del Borussia, ben 78mila euro. Il ritorno, se l’attentato fosse riuscito, cioè se la squadra fosse spazzata via dalle bombe, sarebbe potuto essere di 3,9 milioni di euro. Comdirect, la banca attraverso la quale l’aspirante terrorista finanziario ha fatto l’operazione, lo ha segnalato alla polizia perché sospettava un’operazione di riciclaggio di denaro sporco. Ora l’uomo, che è anche esperto di elettronica e meccanica, in grado di costruire bombe, è accusato di aver attentato alla vita di venti persone.

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