Nuovo record storico per Apple, spinta da Barron’s e dalla realtà virtuale

Investments |8 mesi fa

APPLE TOCCA NUOVI RECORD STORICI – Tim Cook non sarà mai Steve Jobs, ma da quando il nuovo numero uno ha preso le redini di Apple, nel 2011, ha provato a far entrare il gruppo di Cupertino in nuovi ambiti tecnologici, dalle auto con pilota automatico alla realtà virtuale, dall’intelligenza artificiale alla televisione in streaming. E il mercato, poco alla volta, sembra dargli ragione, col titolo che oggi a Wall Street tocca nuovi massimi storici a 141,33 dollari per azione, circa un punto percentuale più di venerdì scorso e una sessantina di centesimi rispetto al precedente massimo storico toccato giovedì scorso a 140,69 dollari per azione, anche grazie ad un articolo positivo apparso nel fine settimana su Barron’s in cui si dice che il titolo potrebbe salire di un altro 10% nei prossimi mesi.

LA SPINTA DELLA REALTA’ VIRTUALE E AUMENTATA – Proprio la realtà virtuale e la realtà aumentata sembrano essere l’ultimo motivo d’interesse per il titolo Apple da parte degli investitori, dopo le mosse che negli ultimi due anni sono state fatte già da concorrenti del calibro di Google, Facebook, Sony e Microsoft. Apple starebbe cercando di recuperare terreno lavorando su più prodotti o funzionalità di realtà virtuale e aumentata (VR/AR) che potrebbero presto essere incorporate in un iPhone. Proprio gli smartphone rischiano del resto di essere le vere vittime della rivoluzioneVR/AR, un mercato che secondo alcune stime potrebbero entro il 2024 valere un’ottantina di miliardi di dollari a livello mondiale, nonostante un avvio non proprio entusiasmante in termini di vendite (e ancor meno di margini) nel 2015 e nel 2016.

CRESCERE PER NON ESSERE SCAVALCATI – Costruire nuovi prodotti di VR/AR non sarà facile, ma rischia di essere la sola strada che può essere percorsa per crescere ancora e tenere il passo coi concorrenti: del resto ai livelli attuali Apple vale circa 735 miliardi di dollari e registra un rialzo di quasi il 37% rispetto a 12 mesi fa, mentre Alphabet (holding cui fa capo Google) è salita a 592 miliardi di capitalizzazione (+15% nell’ultimo anno), la “vecchia” Microsoft vale ancora oltre 500 miliardi (+24,5% a un anno) e Facebook si è portata sui 404 miliardi di capitalizzazione (+25,5% a 12 mesi). Per Tim Cook, insomma, oltre alla soddisfazione di veder crescere le quotazioni di Apple e il valore delle sue stock option la strategia è semplice: crescere per non essere superati dai concorrenti.

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