UNICREDIT SOFFRE IL MAL D’AUMENTO – Unicredit continua a perdere quota a Piazza Affari, dove anche oggi il titolo ha chiuso la giornata in rosso del 2% a 2,626 euro con oltre 66,3 milioni di pezzi passati di mano. Oltre alle fisiologiche prese di profitto dopo il rialzo degli ultimi tre mesi, ancora superiore al 25%, a pesare sono le incertezze relative al prossimo maxi-aumento di capitale da 13 miliardi di euro che l’assemblea straordinaria di domani è chiamata a deliberare.

SI PARLA DI UNO SCONTO DEL 30% O PIU’ – Lo sconto previsto rispetto al prezzo teorico di stacco del diritto d’opzione potrebbe essere, secondo le ultime voci, attorno o sopra il 30%, con un prezzo di offerta dei nuovi titoli che sarebbe così verosimilmente compreso tra gli 1,2 e gli 1,3 euro per azione. Qualche residua incertezza riguarda anche i tempi dell’operazione, che dovrebbe avvenire comunque poco dopo l’approvazione dei conti 2016, in calendario per il 9 febbraio, così da evitare di finire troppo a ridosso col possibile aumento che secondo il Financial Times anche Deutsche Bank potrebbe dover lanciare in primavera, per almeno 7 miliardi.

CHE FARANNO I SOCI? – Quanto ai soci, Aabar, fondo sovrano di Abu Dhabi tra i primi azionisti della banca con un 5% di capitale, starebbe valutando se sottoscrivere integralmente la propria quota (con un esborso attorno ai 650 milioni) o solo parzialmente, le fondazioni (Fondazione Cariverona è socia al 2,73%, mentre alle Fondazioni emiliane fa capo un altro 2%) non vorrebbero tirarsi indietro, ma i veronesi potrebbero accettare una leggera diluizione, mentre tra i privati (Leonardo Del Vecchio ha una quota tra il 2,5% e il 3%, Francesco Gaetano Caltagirone è attorno all’1%) e i fondi (Capital Research è al 7%, BlackRock al 4,82%, Dodge&Cox al 3,44%) l’orientamento pare positivo, salvo verificare puntualmente l’appetibilità dell’operazione una volta che il Cda avrà definito tutti i dettagli.

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