Volete investire nel petrolio? Allora dovete conoscere almeno queste cinque cose, secondo gli esperti di WisdomTree.

1. Primo, occorre distinguere tra i diversi benchmark di mercato. Il mercato tende infatti a seguire principalmente le quotazioni di due tipi di petrolio: il Brent del Mare del Nord ed il greggio Wti (West Texas Intermediate), entrambi riferiti a petrolio di tipo “sweet light crude”. Esistono comunque anche altri benchmark, come il Dubai/Oman, punto di riferimento per il mercato asiatico.

2. Secondo, occorre prestare attenzione alle manovre dell’Opec. I 13 paesi membri (l’Indonesia ha di recente sospeso la sua adesione) producono circa un terzo del petrolio mondiale e hanno raggiunto un accordo a fine novembre per limitare la produzione, ma i mercati erano in attesa di capire cosa avrebbero fatto i maggiori produttori di petrolio non appartenenti al cartello, come la Russia e gli Stati Uniti. La prossima riunione dell’Opec è prevista per il 25 maggio 2017.

3. Terzo, la Cina è la seconda economia mondiale per dimensioni e, subito dopo gli Usa, il principale consumatore di petrolio. È inoltre uno dei maggiori importatori di combustibili liquidi. Per quanto  l’economia del Paese possa avere rallentato, parliamo comunque di un tasso di crescita del 6%-7% anno su anno. Va dunque monitorata costantemente.

4. Quarto, il prezzo del petrolio è sensibile non solo alle dinamiche dell’offerta ma anche ad altre variabili, come lo stoccaggio e le scorte. I fattori metereologici in Europa e in Nord America possono inoltre avere un ruolo di rilievo, così come il rischio geopolitico. Quest’ultimo è in grado di causare scompiglio in diversi modi, ricordano gli esperti di WisdomTree.

5. Quinto, anche se è possibile analizzare alcuni dei fondamentali macroeconomici, numerosi contratti sul petrolio sono in realtà negoziati da trader di breve periodo. Ciò significa che i prezzi non sono determinati unicamente dalla domanda e dall’offerta e nemmeno dal solo “sentiment”. La Commodity futures trading commission (Cftc) statunitense pubblica una relazione sulle posizioni nette detenute da investitori non commerciali, che consente di seguire i flussi finanziari.

Pertanto, concludono gli esperti di WisdomTree, se volete gestire una posizione sul petrolio sappiate che si possono avere “view” di breve o di lungo periodo e che esistono Exchanged Traded Product  (Etn ed Etf) che consentono di gestirla sia sul Brent sia sul Wti. Gli Exchanged Traded Product sono strumenti passivi negoziati in borsa come un titolo azionario. Con tali prodotti è inoltre possibile adottare una posizione  lunga a leva se vi sentite rialzisti sulla transazione o anche una posizione corta a leva  se vi posizionate come ribassisti oppure a parziale copertura di un portafoglio “long”.

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