Poste Italiane vuole evitare un caso di risparmio tradito e intende “avviare nel breve iniziative in favore dei clienti che hanno sottoscritto al tempo il fondo immobiliare IRS, scaduto il 31 dicembre 2016, con l’obiettivo di consolidare, ancora una volta, il rapporto storico che l’azienda ha con i cittadini, fondato sulla trasparenza, sulla fiducia e sull’affidabilità”.

La presa di posizione di Poste nasce, come ricostruito da un’inchiesta pubblicata venerdì dal quotidiano La Repubblica, dal collocamento tra il 2002 e il 2005 di quote di quattro fondi immobiliari: Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha. Collocamento a cui Poste ha partecipato così come altri intermediari. Peccato che alla chiusura del primo di questi fondi, l’Invest Real Security, lo scorso 31 dicembre, sia scoppiato il bubbone. Sì, perché per effetto della diminuzione di valore degli immobili nel portafoglio del fondo, il rimborso è stimato a 390 euro per quota contro i 2.500 per quota dell’investimento iniziale.

Per i risparmiatori che hanno creduto nel fondo si profilerebbe quindi un bagno di sangue. Così come per gli investitori degli altri tre fondi che, sebbene con scadenze più lontane nel tempo, ad oggi viaggiano su quotazioni ampiamente al di sotto del valore di collocamento.

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi le più importanti storie in Gooruf