LA GRAN BRETAGNA INIZIA A RALLENTARE? – Qualcosa inizia a scricchiolare nella macchina produttiva britannica post referendum pro-Brexit. Secondo gli ultimi dati di National Statistics il numero di occupati in Gran Bretagna è sceso per la prima volta da oltre un anno nel trimestre conclusosi a fine ottobre, perdendo 6 mila posti di lavoro e riducendo il numero di lavoratori a 31,76 milioni.

MERCATO DEL LAVORO NON RIESCE A CRESCERE OLTRE – Il calo può sembrare minimo e non muta la percentuale di disoccupazione (che resta ferma al 4,8% contro il 5,2% dello stesso trimestre di un anno prima), ma il mercato del lavoro sembra essere da qualche mese incapace di crescere ulteriormente. Di più: i dati mensili mostrano come in ottobre la disoccupazione sia risalita al 4,9% anche se i disoccupati sono calati di 16 mila unità nel trimestre agosto-ottobre a 1,62 milioni di persone visto che il numero di persone attive si è ridotto di 22 mila unità, più che compensando il calo degli occupati.

CRESCONO INCERTEZZE LEGATE ALLA BREXIT – Nel frattempo un sondaggio ha rivelato come un terzo dei lavoratori britannici teme che la Brexit danneggerà le loro carriere e quasi un quinto ha già iniziato a cercarsi un altro lavoro dopo l’esito del referendum dello scdatorso giugno. Il deteriorarsi delle opportunità d’impiego e la crescita dell’incertezza sono segnali negativi che potrebbero portare ad un rallentamento dell’attività produttiva generale avvertono gli analisti di ING Bank, mettendo la Bank of England (che domani si riunirà per l’ultima volta nel 2016) nella difficile situazione di dover scegliere se procedere ad un ulteriore taglio dei tassi, nonostante la risalita dell’inflazione suggerisca un rialzo, o mantenere un atteggiamento neutro ancora per qualche tempo.

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