La cucina a domicilio è ormai una realtà consolidata e in ogni città esiste un’offerta di personal chef, anche se spesso affidata all’iniziativa dei singoli chef. MyCheffy è la startup che si propone di trasformare il panorama della cucina a domicilio, utilizzando la tecnologia digitale per renderlo più organizzato, su una scala maggiore, con tutto il gusti e la tipicità dei migliori prodotti.

«Sul nostro portale si possono scegliere i menu in base ai gusti di ognuno e alla volontà di spesa», spiega il fondatore William Selmo, «MyCheffy si occupa di inviare il personal chef, scelti in base a rigidi standard tecnici e di immagine, a cui fornisce le materie prime e semilavorate, oltre alla struttura logistica».

«L’idea è nata durante una cena tra amici, uno dei quali con già esperienza nel campo della cucina a domicilio», racconta il fondatore, «ed è stata portata avanti in università come progetto, poi lo abbiamo portato avanti grazie anche alla collaborazione del professor Fabio Papa, che ci ha aiutato nella definizione del business plan».

MyCheffy offre ai clienti l’opportunità di sperimentare un servizio di alto livello e un’esperienza culinaria curata nei minimi dettagli, dalla selezione dei migliori ingredienti (evitando lo spreco) alla preparazione minuziosa dei piatti nella cucina del cliente. Tutto questo è possibile anche grazie allo chef Luigi Cassago, socio di Selmo.

In poco più di un mese di attività, MyCheffy, attraverso anche il suo servizio Secret Dinners, ha già organizzato 17 servizi a cui hanno partecipato oltre 150 persone. « Il livello di fidelizzazione è molto alto, perfino più delle attese», spiega Selmo, «circa un terzo dei nostri clienti ha già ripetuto l’esperienza, portando tra l’altro diversi amici. Si sta formando il nucleo di una comunità».

Per migliorare ancora il livello di retention della clientela, MyCheffy punta a investire la maggior parte del capitale raccolto nel marketing, per allargare la base clienti.MyCheffy vanta già un partner industriale importante, Kitchenaid, marchio del gruppo Whirlpool, che ha scelto la startup italiana come medium per entrare nelle case degli italiani.

La startup sta conducendo una raccolta fondi tramite l’equity crowdfunding sul portale Crowdfundme. L’obiettivo è raccogliere 60 mila euro, che rappresentano l’11,8% del capitale, da investire non solo in comunicazione, ma anche in tecnologia. L’investimento minimo è di 250 euro. In caso di raccolta superiore al target, il piano di MyCheffy è di espandersi geograficamente, riproponendo il modello già sviluppato a Milano prima a Torino e poi a Roma. «Tra 18-24 mesi il nostro progetto è di essere comunque presenti in queste tre città e di riuscire a portare a termine una media di 1000 cene al mese», conclude Selmo.

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