10 titoli della logistica sotto la lente degli analisti

Investments |2 anni fa

Le società che operano nel settore della logistica e dei servizi postali, scrive Milanofinanza.it, hanno piani ambiziosi per far fronte al calo dei ricavi e della redditività in alcuni business, spostandosi verso nuove aree o acquisendo altre aziende. Ecco, secondo gli analisti di Barclays, chi comprare e chi evitare.

1. Austrian Post
Le prospettive del gruppo austriaco sono in generale positive, con il dividendo 2016 stimato 2,05 euro, che corrisponde a un rendimento della cedola del 6%. La crescita della redditività è però debole rispetto ai concorrenti. L’utile per azione (eps) passerà da 2,21 euro nel 2015 a 2,18 nel 2016. Il prezzo obiettivo è 41 euro, con rating neutrale (equalweight).

2. Bpost
Target price di 25,60 euro, contro un prezzo recente di 22,6, perché il costante calo nei volumi delle lettere consegnate è compensato dall’aumento degli altri business e da un forte controllo dei costi. L’utile per azione (eps) sale da 1,57 euro del 2015 a 1,60 del 2016. Attraente il rendimento della cedola del 5,7% nel 2016, a fronte di un dividendo di 1,28 euro. Il rating è neutrale (equalweight).

3. Ctt
Anche nel caso di Ctt il costante calo nei volumi delle lettere consegnate è compensato dall’aumento degli altri business, soprattutto in Portogallo, e dalla riduzione dei costi. Al titolo è stato assegnato il prezzo obiettivo di 10 euro (+13%). L’utile per azione (eps) passa da 0,54 euro del 2015 a 0,50 del 2016. Il dividend yield 2016 è 5,6%. Il rating è neutrale (equalweight).

4. Deutsche Post
Il principale driver della performance del titolo, che merita il rating overweight (sovrappesare) è la capacità del management di centrare gli obiettivi che ha fissato fino al 2020. Il target price è 36 euro, contro 25,9 euro attuali. L’utile per azione (eps) è stimato 1,79 euro nel 2015 e 1,98 nel 2016. Interessante il rendimento della cedola del 3,8% nel 2016, a fronte di un dividendo di 0,99 euro.

5. Dvs
Target price di 340 corone (+25%) per il gruppo danese che ha un ambizioso piano di crescita. Gli analisti hanno inoltre applicato uno sconto del 10% per tener conto dei rischi associati all’acquisizione di UTI. L’utile per azione (eps) è stimato 12,18 corone nel 2015 e 10,72 nel 2016. Il rendimento della cedola 2016 è trascurabile (0,7%). Il rating è overweight (sovrappesare).

6. Kuehne & Nagel
Il giudizio sulla società elvetica è neutrale (equalweight), visto che gli obiettivi fissati dal management sembrano un po’ ambiziosi. Il prezzo obiettivo del titolo è 135 franchi svizzeri, in linea con le quotazioni recenti. L’utile per azione è previsto in aumento da 5,60 franchi del 2015 a 5,89 nel 2016. Il dividend yield sale dal 3% dell’esercizio 2015 al 3,2% nel 2016.

7. Panalpina
I punti di forza sono legati al piano di ristrutturazione, che consentirà di incrementare ricavi ed utile. Il titolo ha un prezzo obiettivo di 150 franchi svizzeri, contro una quotazione recente di 112,50. L’utile per azione è previsto in aumento da 3,77 franchi del 2015 a 4,92 nel 2016, mentre il rendimento della cedola passa dal 2,5 al 3,3%. Il rating è overweight (sovrappesare).

8. PostNL
Rating negativo (underweight) perché il titolo risulta sopravvalutato rispetto ai fondamentali, che evidenziano il calo della redditività. L’utile per azione è stimato in flessione da 0,46 euro nel 2015 a 0,40 nel 2016. Il prezzo obiettivo del titolo è 3,50 euro, in linea con le quotazioni recenti. Non distribuisce dividendo.

9. Royal Mail Group
Target price di 5,75 sterline, contro un prezzo recente di 4,44, e rating positivo (overweight), perché nei prossimi 2-3 anni potrà trarre beneficio dal piano di ristrutturazione. L’utile per azione (eps) sale da 0,38 sterline del 2016 a 0,43 del 2017, mentre il rendimento della cedola è 5% nel 2016, a fronte di un dividendo di 0,22 sterline.

10. Tnt
Secondo gli analisti, il management difficilmente riuscirà a centrare tutti gli obiettivi che si è prefissato. Al titolo è stato assegnato il prezzo obiettivo di 8 euro, in linea con le quotazioni recenti. L’utile per azione (eps) passa da 0,11 euro del 2015 a 0,19 del 2016. Non distribuisce dividendo. Il rating è negativo (underweight).

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