DRAGHI: PRESTO PER VALUTARE IMPATTO MERCATI EMERGENTI – E’ troppo presto per determinare se la perdita di velocità della crescita nei mercati emergenti sia temporanea o di natura permanente e dunque quali conseguenze potrà avere anche sulla crescita europea. Lo ha dichiarato oggi Mario Draghi, numero uno della Banca centrale europea (Bce), nel corso della sua testimonianza trimestrale davanti al Parlamento europeo a Bruxelles.

LA BCE NON ESITEREBBE AD AGIRE IN CASO DI NECESSITA’ – Mentre la Bce ha già dichiarato ufficialmente di essere pronta “se sarà necessario” ad ampliare e prolungare il programma di acquisto di bond sul mercato (“quantitative easing”), alcuni membri del board ancora di recente hanno rilasciato dichiarazioni perplesse in merito all’opportunità di procedere in tal senso.  In ogni caso Draghi ha chiarito: “se alcuni dei rischi al ribasso dovessero indebolire l’outlook per l’inflazione a medio termine in modo più fondamentale di quanto prevediamo al momento, non esiteremo a reagire”. La Bce attualmente prevede che l’inflazione in Eurolandia (ad agosto pari allo 0,9% annuo) salirà all’1,1% nel 2016 e all’1,7% nel 2017, rimanendo al di sotto della soglia prefissata del 2% annuo.

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