I tempi sono ancora lunghi, ma la riforma del catasto è partita. È iniziata infatti l'operazione di rivalutazione del patrimonio immobiliare del paese, che cancellerà i vecchi parametri, adeguando i valori alla realtà del mercato.

LE STIME FISCALI – Le prime stime parlano di una “variazione fiscale media di circa il 25% (in più o in meno) quando la riforma sarà pienamente operativa”, secondo quanto diffuso dal ministero dell'Economia. Una brutta botta per molte famiglie italiane. Ma chi sarà a farne le spese? Sicuramente le abitazioni dei centri storici delle grandi metropoli. Sono, infatti, in arrivo rincari a Roma, Milano, Napoli e Torino.

LE DUE NOVITA’ – C'è attesa per sapere come sarà il nuovo meccanismo dell'algoritmo che porterà a definire le nuove rendite e i nuovi valori catastali. Le novità principali sono due:
l'unità di misura ai fini fiscali di case e uffici sarà la superficie espressa in metri quadrati, si dirà dunque addio ai vani catastali
la base di calcolo per il valore catastale saranno gli affitti reali e i prezzi reali adeguati con un algoritmo che adatterà i valori rilevati sul territorio alle caratteristiche specifiche di ciascun singolo immobile

IL VALORE CATASTALE – L'algoritmo definirà il valore unitario del metro quadro di ciascuna abitazione e a questo si applicheranno dei coefficienti che terranno conto di diversi fattori: ubicazione, epoca di costruzione, grado di finitura.

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