NO A NUOVI TAGLI – I sindacati fanno sentire la loro voce dopo che Mps ha annunciato il maxi aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro entro il 2014. “Non saranno tollerate ulteriori misure di contenimento dei livelli occupazionali e retributivi, rispetto a quelle già previste nel piano industriale e codificate nell'accordo" di fine 2012, hanno scritto le sigle sindacali Fabi, Fiba, Ugl e Uilca in una nota. “Il costo degli errori della passata gestione non può e non deve gravare solo sui dipendenti”, hanno sottolineato ancora i sindacati, precisando comunque la necessità “di proseguire, senza indugio, sulla strada già avviata del risanamento".

LA CESSIONE DEL BACK OFFICE – Proprio a questo proposito, le organizzazioni dei lavoratori invitano la banca a "esplicare fino in fondo un ruolo attivo rispetto al corretto svolgimento delle relazioni sindacali, implementando il previsto confronto sullo stato di avanzamento dei progetti di ristrutturazione organizzativa e operativa". Con riferimento infine alla procedura di cessione di ramo d'azienda delle attività di back office del consorzio operativo, i sindacati nelle prossime settimane saranno impegnati "a declinare in termini concreti ed esigibili le garanzie occupazionali, contrattuali e salariali, già oggi codificate in forma preventiva nell'accordo" del 2012.

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