L’investimento secondo Frame Asset Management: no risk? No party

COME INVESTIRE – "Mi rendo conto che sia difficile in questo momento pensare di allocare una parte del proprio patrimonio su strumenti azionari, quando la situazione è tutt'altro che limpida. Eppure il mese di giugno ci ha proprio mostrato che è impensabile in questo momento ottenere un minimo di rendimento se non si accetta di sobbarcarsi anche un po' di rischio". A scrivere è Michele De Michelis, responsabile degli investimenti di Frame Asset Management, società indipendente specializzata in gestioni patrimoniali absolute return e gpf assicurative. "Nonostante ritenga che la reazione registrata lo scorso mese possa essere considerata eccessiva, le vendite generalizzate hanno colpito molto di più i mercati obbligazionari rispetto all'azionario, supportando la mia idea che lo scambio rischio/rendimento dei mercati obbligazionari di inizio anno fosse assolutamente sfavorevole rispetto a quello dei mercati azionari".

PULIZIA SUI MERCATI – "Quest'ultima correzione", continua De Michelis, "ha però avuto anche il merito di pulire gli eccessi che si erano creati ultimamente (ricordate l'emissione del Rwanda un paio di mesi fa?) riprezzando il rischio degli asset come ci si poteva auspicare. Oltre a questo, ha fatto sentire ai detentori di obbligazioni o fondi obbligazionari (che pensavano di dormire sonni tranquilli) cosa significhi un rialzo dei tassi sui propri portafogli e soprattutto che non si deve mai comprare uno strumento finanziario per i suoi rendimenti passati ma sempre sulle aspettative future. Per il futuro, ritengo che le obbligazioni dei mercati emergenti e le obbligazioni ad alto rendimento con scadenze inferiori ai dodici mesi – a seguito di questa correzione – possano rientrare nei portafogli in parte. Per quanto riguarda la parte azionaria, direi di continuare a mantenere (il peso è soggettivo e dipende dalle coronarie del singolo investitore) l'azionario giapponese dove il Nikkei, dopo aver perso il 20% (prevedibile anche in considerazione che era cresciuto troppo in fretta e troppo velocemente) sembra aver ripreso la sua marcia e questa volta pare anche supportata da dati macro che potrebbero dare ragione al primo ministro Abe".

IL DOPO VOTO (TEDESCO) – "Ma", conclude De Michelis, "attenzione a non dimenticarsi di coprire il cambio. A Wall Street le azioni americane hanno dimostrato di godere di una forza relativa pazzesca, correggendo meno degli altri, e per tale motivo non devono mancare in questo momento nei nostri portafogli. In Europa, come possiamo pensare di allocare denaro sui mercati azionari (se non attraverso fondi long short oppure in minima parte long only) a fronte dei festeggiamenti in corso per l'ingresso della Croazia, già da cinque anni in recessione e con un tasso di disoccupazione al 21%, come 28esimo Paese dell'Unione? Ci basti confrontare le performance da inizio anno di Nikkei (+34%), S&P500 (+13%) ed Eurostoxx (3%) per ricordare che non è vero che i mercati azionari si muovono tutti allo stesso modo. Anzi, è sempre più fondamentale selezionare azioni, settori e indici. Rimaniamo in attesa della conclusione del periodo pre-elettorale tedesco, consapevoli che fino ad allora non ci saranno grandi iniziative, ma fiduciosi che immediatamente dopo il presidente della Bce Mario Draghi possa finalmente utilizzare l'arma del quantitative easing al fine di implementare importanti manovre di stimolo dell'economia che spingano le aziende a utilizzare le enormi riserve di cash sulle quali ora sono sedute".

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