Pensioni: crolla il potere d’acquisto, rischio povertà dietro l’angolo

POTERE D’ACQUISTO – Pensionati sempre più poveri e sempre più trascurati. L’allarme questa volta arriva dalla Cgil che in uno studio rileva che negli ultimi 15 anni (dal 1996 al 2011) si è registrato un crollo vertiginoso del potere d’acquisto delle pensoni, diminuito del 33% nei confronti dell'economia reale. E non andrà meglio quest’anno visto che le stime parlano di un peggioramento per le tasche dei pensionati di circa 2mila euro, con un aumento del 20% rispetto al 2012.

PEGGIORAMENTO – I dati relativi al potere d'acquisto delle pensioni sono infatti destinati a peggiorare nei prossimi anni per effetto del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero, che ha tolto mediamente 1.135 euro in due anni a sei milioni di pensionati. E poi Irpef, Imu e Tares andranno ad erodere altri 640 euro, determinando un aumento della porzione di reddito prelevata del 12% rispetto al 2012. L'aumento delle tariffe dei servizi (luce, acqua e gas), infine, porterà la spesa media a 1424 euro, assieme a canoni Rai ed aumento dell'Iva.

PERDITE MENSILI – Insomma, secondo i calcoli, un pensionato con un assegno di circa 1.200 euro netti ha perso infatti 28 euro al mese nel 2012 e nel 2013 ne perderà 60 mentre chi percepisce una pensione di circa 1.400 euro netti ha perso 37 euro al mese nel 2012 e ne perderà 78 nel 2013.

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