mercoledì, Febbraio 21, 2024
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L’Unione Europea approva il nuovo Patto di Stabilità: Italia e Ue trovano un compromesso storico

Nell’ultimo pomeriggio, durante l’Ecofin straordinario in videocall, convocato dalla presidenza spagnola, l’Unione Europea ha approvato all’unanimità il nuovo Patto di Stabilità. Inizialmente criticata, l’Italia ha infine abbracciato lo “spirito di compromesso”, chiudendo così la riunione e segnando una svolta nella storia economica del continente.

Patto di Stabilità: la posizione dell’Italia e il compromesso storico

Il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha elogiato il compromesso di buonsenso, sottolineando miglioramenti rispetto al passato. La Premier Giorgia Meloni ha accolto la notizia come una vittoria del buon senso, ma ha espresso rammarico per il rifiuto dell’Europa sulla golden rule sugli investimenti. Il commissario Ue agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che il nuovo Patto è una buona notizia per l’economia europea.

Contenuti del nuovo Patto di Stabilità: una svolta complessa

Il Patto di stabilità, frutto del lodo franco-tedesco, mira a mantenere una rigida sostenibilità fiscale e a bilanciare la crescita considerando investimenti e interessi del debito nel periodo transitorio triennale dal 2025 al 2027.

Il percorso di rientro strutturale del deficit prevede uno 0,5% annuo per i Paesi come l’Italia, ma la velocità di correzione può variare. Un’innovazione dell’ultima ora consente ai governi di concordare una traiettoria tecnica con la Commissione, simile al modello usato con il Pnrr.

Gli elementi chiave dell’accordo e le voci internazionali

Berlino ha ottenuto l’ancora di salvataggio, obbligando i Paesi sotto il 3% a raggiungere l’1,5% del deficit/Pil. Per coloro con un debito superiore al 90%, è prevista una strategia di uscita riducendo il deficit dello 0,25% annuo su sette anni.

Parigi, Madrid e Berlino hanno elogiato l’intesa come storica e le nuove regole come realistiche ed equilibrate. L’Olanda ha parlato di Patto per “un debito sostenibile” e ha ribadito l’importanza delle regole.

“L’Italia è stata decisiva,” ha dichiarato Paolo Gentiloni, evidenziando il ruolo chiave del paese nel processo decisionale. In un freddo pomeriggio pre-natalizio, Giorgetti si è trovato di fronte a un bivio cruciale, optando infine per il compromesso, distinguendosi tra i 27 e resistendo al pressing di Francia, Germania e Bruxelles. “Giorgetti ha dimostrato di non essere Orban,” ha osservato una fonte diplomatica europea.

Le prossime fasi e l’obiettivo di Bruxelles

L’accordo dell’Ecofin non chiude la partita: a gennaio, il Parlamento europeo approverà la posizione negoziale, avviando triloghi tra Consiglio, Commissione ed Eurocamera. La Commissione Ue vuole chiudere definitivamente il Patto entro aprile.

Cosa prevedono le nuove regole del Patto di Stabilità e crescita e quando entreranno in vigore

I ministri dell’Economia dell’Ue hanno concordato sul nuovo Patto di Stabilità e Crescita, che prevede una finestra temporale di flessibilità rispettando i parametri di Maastricht. L’accordo entrerà in vigore nel 2024 dopo la valutazione del Parlamento europeo.

Il nuovo quadro normativo, rispettando l’impianto originale della Commissione, introduce un periodo transitorio fino al 2027 con maggiore flessibilità. Gli obiettivi includono una riduzione graduale del debito, investimenti e riforme concordati con Bruxelles.

Il ministro Giorgetti ha accolto l’accordo come sostenibile, mirando a una riduzione realistica del debito e promuovendo gli investimenti del Pnrr.

In Sintesi: nuove regole e prospettive di crescita

In sintesi, il nuovo Patto prevede negoziati pluriennali per bilanciare il risanamento e gli investimenti, garantendo flessibilità tra il 2025 e il 2027. Gli Stati più indebitati dovranno ridurre il debito, e il nuovo target per il deficit sarà dell’1,5%, assicurando manovra in caso di shock economico. L’Italia si posiziona come protagonista nella definizione di un compromesso che promette una nuova era di stabilità economica e crescita per l’Unione Europea.

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