mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Prezzi industria in picchiata a novembre: Istat rivela un crollo del 12,6%

A novembre 2023, l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha comunicato che i prezzi alla produzione dell’industria italiana hanno subito un brusco crollo, registrando una diminuzione dell’0,9% su base mensile e del 12,6% su base annua. Questa notizia conferma un’accentuazione della flessione rispetto al -9,5% registrato a ottobre.

Prezzi industria: dinamica del mercato interno

Sul mercato interno, i prezzi hanno subito una diminuzione dell’1,2% rispetto al mese precedente e del 16,3% su base annua, superando il -12,4% registrato il mese precedente. Escludendo il comparto energetico, si è osservata una diminuzione dello 0,2% in termini congiunturali e dell’1,6% in termini tendenziali, rispetto al -1,3% di ottobre.

Andamento sul mercato estero

Nel contesto internazionale, i prezzi hanno registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua. Nel dettaglio, l’area euro ha visto una diminuzione dello 0,1%, mentre nell’area non euro si è registrato un calo del 0,4%. Questi dati evidenziano un impatto significativo sulle esportazioni, con conseguenze rilevanti per le aziende che operano su scala globale.

Prezzi industria: settori manifatturieri e tendenze

Analizzando il trimestre settembre-novembre 2023, si nota un aumento dell’1,6% nei prezzi alla produzione dell’industria rispetto al trimestre precedente. Questo incremento è guidato principalmente da una crescita del 2,4% nel mercato interno, mentre il mercato estero registra una modesta contrazione del -0,3%.

Fra le attività manifatturiere, i settori che hanno registrato i maggiori incrementi tendenziali includono i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+7,5% nell’area euro), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+2,8% nel mercato interno e +5,2% nell’area non euro) e computer, prodotti di elettronica e ottica (+2,8% nel mercato interno e +3,6% nell’area euro).

Al contrario, si sono verificate ampie flessioni tendenziali nei settori dei prodotti chimici, della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, e dell’industria del legno, della carta e stampa.

Costruzioni: Variazioni Moderate

Nei settori delle costruzioni, i prezzi per “Edifici residenziali e non residenziali” sono rimasti invariati su base congiunturale a novembre, con una modesta crescita dell’0,2% su base annua. I prezzi di “Strade e Ferrovie” hanno registrato un aumento di modesta entità (+0,1%) sia su base mensile che annua.

Prezzi industria: impatto sui mercati finanziari

La notizia del crollo dei prezzi industriali ha già avuto un impatto sui mercati finanziari, con gli investitori che monitorano attentamente le implicazioni per l’economia nazionale e le prospettive di crescita. La principale causa di questo crollo, secondo l’Istat, risiede principalmente nei prezzi dell’energia, evidenziando la necessità di strategie di gestione del rischio per le imprese del settore.

In conclusione, il crollo dei prezzi industriali a novembre solleva interrogativi sulle dinamiche economiche future, con un’attenzione particolare alla gestione delle risorse energetiche e alle strategie di adattamento delle imprese del settore.

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