mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Povertà in Abruzzo: i dati ISTAT sono scoraggianti

Un’analisi approfondita condotta dal Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso (CRESA) ha gettato luce sulla complessa situazione economica in Abruzzo, evidenziando sfide significative legate alla povertà. I dati Istat del 2022 rivelano che oltre 59.000 famiglie, corrispondenti all’11% del totale, sono coinvolte nella povertà relativa.

Abruzzo: distribuzione del reddito

Il reddito medio annuo familiare regionale, fissato a 29.000 euro nel 2021, si attesta all’86% del valore nazionale. Sebbene si sia registrato un aumento annuale dell’11%, l’Abruzzo non è ancora riuscito a recuperare completamente il valore del 2019, sottolineando le sfide persistenti in termini economici.

Fonti di reddito in Abruzzo

L’analisi del CRESA rivela che il reddito da lavoro dipendente prevale nella regione, costituendo il 37,6% del reddito netto familiare. Al contrario, il reddito da lavoro autonomo è sensibilmente inferiore, rappresentando il 27,4% del reddito. Le pensioni e i trasferimenti pubblici contribuiscono con il 23,6% al reddito familiare.

Povertà relativa e redditi pensionistici

La povertà relativa coinvolge le famiglie il cui consumo è pari o inferiore a una soglia stabilita. Nel 2022, oltre 35 persone su 100 in Abruzzo sono a rischio di povertà o esclusione sociale. L’importo medio annuo pro-capite dei redditi pensionistici si attesta a 18.100 euro, con l’11,1% dei pensionati che percepisce meno di 500 euro al mese.

Abruzzo: distribuzione del reddito e disuguaglianza

L’analisi del CRESA sottolinea che il 50% delle famiglie abruzzesi ha un reddito non superiore a 23.300 euro. Tuttavia, la disparità regionale è meno accentuata rispetto al Nord, al Centro e alle Isole. La povertà relativa coinvolge oltre 59.700 famiglie, pari al 14% della popolazione.

Disuguaglianza regionale

Per valutare la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, consideriamo che il 20% più abbiente in Abruzzo ha un reddito pari a 4,5 volte quello del 20% più povero. Questo dato, sebbene meno accentuato rispetto a Nord, Centro, e Isole, indica comunque una disuguaglianza significativa.

Condizioni economiche e abitative

Il 32% delle famiglie abruzzesi considera le risorse economiche assolutamente insufficienti o scarse, mentre il 66% le giudica adeguate. Rispetto alle altre regioni, l’Abruzzo mostra una significativa flessione nelle famiglie che si ritengono in difficoltà.

Rispetto all’anno precedente, il 39% delle famiglie ritiene che la propria condizione economica sia peggiorata. Tuttavia, il 9% riferisce di un miglioramento. L’Abruzzo presenta valori migliori del Sud ma peggiori dell’Italia in termini di capacità di arrivare a fine mese e affrontare spese impreviste.

Difficoltà economiche e abitative

Il 28% delle famiglie abruzzesi ha più di qualche difficoltà ad arrivare a fine mese, mentre solo il 4% riesce a farlo con facilità. Il 44% ha problemi ad affrontare spese impreviste, e il 40% non riesce a risparmiare. Nonostante questi dati, l’Abruzzo si posiziona tra le regioni più virtuose in Italia nella capacità di risparmio.

Il quadro abitativo in Abruzzo è migliore rispetto al resto del Paese. L’86,7% delle famiglie possiede un’abitazione di proprietà, e le abitazioni sono fornite di impianti di riscaldamento, di dimensioni adeguate e in buone condizioni. Tuttavia, alcune famiglie esprimono preoccupazione per le spese eccessive legate all’alloggio.

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