sabato, Giugno 15, 2024
HomeNewsIstat corregge al ribasso le stime di crescita: Pil Italia +0,7% nel...

Istat corregge al ribasso le stime di crescita: Pil Italia +0,7% nel 2023 e 2024

Nel recente rapporto sulle ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2023-2024’, l’Istat ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l’Italia. Il Pil nazionale è ora atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2023 sia nel 2024, segnando un rallentamento rispetto al +3,7% registrato nel 2022.

Secondo l’Istat, la crescita economica sarà trainata principalmente dalla domanda interna, che contribuirà positivamente per 0,8 punti percentuali nel 2023 e 0,7 punti percentuali nel 2024. Tuttavia, la domanda estera netta fornirà un contributo lievemente negativo nel 2023 (-0,1 punti percentuali) e sarà nulla nel 2024. Le stime precedenti della Nadef di ottobre prevedevano una crescita dello 0,8% nel 2023 e dell’1,2% nel 2024.

Il quadro della crescita economica nel biennio 2023-2024

La crescita del Pil italiano sarà sostenuta principalmente dal contributo della domanda interna al netto delle scorte, con un aumento previsto dell’1,4% nei consumi privati nel 2023 e dell’1,0% nel 2024. Gli investimenti, al contrario, rallenteranno significativamente con un modesto aumento del 0,6% in entrambi gli anni.

L’occupazione segnerà un aumento in linea con quello del Pil, con un incremento dell’0,6% nel 2023 e dell’0,8% nel 2024, accompagnato da una riduzione del tasso di disoccupazione al 7,6% nel 2023 e al 7,5% nel 2024.

L’inflazione si ridurrà grazie alla discesa dei prezzi dei beni energetici e alle politiche monetarie restrittive della BCE, con un deflatore della spesa delle famiglie residenti che scende al +5,4% nel 2023 e al +2,5% nel 2024.

Istat corregge le stime

L’Istat ha corretto al ribasso le stime di crescita del governo, fissando il Pil italiano a +0,7% sia nel 2023 che nel 2024, in netto contrasto con le previsioni più ottimistiche della Nadef che indicavano una crescita dell’0,8% nel 2023 e dell’1,2% nel 2024.

Secondo l’Istituto di statistica, la debolezza del commercio mondiale, in particolare dell’economia tedesca, ha influenzato le previsioni, con un contributo della domanda estera netta previsto nullo in entrambi gli anni.

Istat: sfida della crescita

L’economista Ocse, Salvatore Zecchini, evidenzia la sfida della crescita su tre assi, sottolineando che l’attuazione del Pnrr da sola non è sufficiente per garantire un’espansione consistente e durevole. Zecchini identifica tre principali aree di intervento:

Politica Industriale: Il Pnrr è parte della sfida, ma la politica industriale in senso lato è cruciale.

Questioni Istituzionali: Giustizia, fisco, regolamentazioni e burocrazia devono essere affrontate per creare un ambiente favorevole all’innovazione e alla crescita.

Welfare in Società Invecchiata: Con un’invecchiamento della popolazione, riforme nel welfare sono essenziali per sostenere la crescita economica.

Conclusione: le prospettive per l’Italia

La revisione al ribasso delle stime di crescita da parte dell’Istat sottolinea le sfide economiche in corso. La necessità di interventi su più fronti, oltre all’attuazione efficace del Pnrr, emerge come una priorità per garantire una crescita economica sostenibile nel prossimo decennio. La sfida è complessa, ma affrontarla in modo coordinato su tutti gli assi è fondamentale per il futuro dell’Italia.

RELATED ARTICLES

Most Popular

Recent Comments