giovedì, Maggio 30, 2024
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Inflazione in aumento: Lagarde e Powell rilanciano la lotta con possibili rialzi dei tassi

La lotta contro l’inflazione sta entrando in una nuova fase intensa, con Jerome Powell della Federal Reserve americana e Christine Lagarde della Banca Centrale Europea che manifestano un atteggiamento “falco” e anticipano la possibilità di nuovi rialzi dei tassi. Questa prospettiva ha già generato incertezza sui mercati, che, dopo il calo dell’inflazione al 2,9% a settembre, si aspettavano un possibile taglio dei tassi da parte dell’Eurotower già da aprile.

Inflazione: nuove prospettive della BCE

Christine Lagarde ha condiviso il punto di vista di Powell, sottolineando che l’inflazione nella zona euro potrebbe aumentare nei prossimi mesi. Tuttavia, ha chiarito che i tassi della BCE saranno mantenuti al livello attuale per diversi trimestri, con l’obiettivo di riportare la crescita dei prezzi al 2%. Questa dichiarazione ha lasciato intendere che la BCE sta adottando un approccio prudente nella gestione dell’inflazione.

Inflazione: proiezioni a medio termine

La presidente della BCE ha avvertito che la rapida disinflazione potrebbe presto terminare, con la crescita dei prezzi che potrebbe accelerare nel breve termine, in parte a causa dell’eliminazione degli effetti base legati ai prezzi elevati dell’energia nei confronti anno su anno.

“Prevediamo una rinascita di numeri probabilmente più alti in futuro, e dovremmo aspettarcelo”, ha affermato Lagarde durante un evento del Financial Times. Ha precisato che, anche se i prezzi dell’energia dovessero rimanere ragionevolmente stabili, ci si aspetta che l’effetto base si dissolva nei mesi di gennaio e febbraio. La strategia della BCE si basa sulla convinzione che, mantenendo i tassi abbastanza a lungo, si raggiungerà l’obiettivo del 2% a medio termine.

Incertezza nei mercati e impatti sull’economia

Queste dichiarazioni hanno avuto un impatto significativo sui mercati, gelando le aspettative di un imminente taglio dei tassi. In un clima di incertezza che non sembra promettere miglioramenti nei prossimi mesi, la produzione industriale è in ritirata, mantenendo alti i tassi su prestiti e mutui. Famiglie e imprese faticano a far fronte a questa situazione.

Le ultime statistiche di Bankitalia rivelano che i prestiti al settore privato sono diminuiti del 3,6% su base annua a settembre. I prestiti alle famiglie sono scesi dell’0,9%, mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 6,7%. Inoltre, i depositi del settore privato sono diminuiti del 3,5%, mentre la raccolta obbligazionaria è cresciuta dell’18,4%.

Il futuro dei tassi d’interesse

Lagarde ha dichiarato che sarà necessario mantenere i tassi al 4% per almeno due trimestri per contribuire significativamente a raggiungere l’obiettivo del 2% di inflazione a medio termine. Tuttavia, ha precisato che ciò dipenderà dalle condizioni geopolitiche e dall’assenza di nuovi shock.

In conclusione, la lotta contro l’inflazione continua, con le banche centrali pronte ad adottare misure, ma mantenendo un approccio cauto per evitare scosse eccessive nell’economia. Il futuro dei tassi d’interesse rimane incerto, con conseguenze dirette sulle condizioni finanziarie globali.

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