Il 12 agosto 2026 il cielo europeo offrirà uno degli spettacoli astronomici più attesi: un’eclissi totale di Sole attraverserà una fascia ristretta dell’emisfero settentrionale, mentre in Italia il fenomeno sarà visibile in forma parziale. L’appuntamento avverrà nelle ore serali, con il disco solare molto basso sull’orizzonte occidentale. In diverse città italiane il Sole tramonterà mentre sarà ancora coperto dalla Luna, assumendo l’aspetto di una falce luminosa vicina alla linea dell’orizzonte.
La fascia di totalità interesserà la Groenlandia orientale, l’Islanda occidentale, la parte settentrionale della Spagna e una piccola area del Portogallo nord-orientale. In queste zone la Luna coprirà interamente il Sole e, per meno di due minuti nella maggior parte delle località, diventerà visibile la corona solare, l’atmosfera esterna della nostra stella. In Italia, invece, l’ombra centrale della Luna non arriverà: sarà la penombra a raggiungere la Penisola, producendo percentuali di oscuramento molto diverse tra Nord e Sud. La NASA indica, per esempio, una copertura del 92% a Milano, con inizio alle 19:27 e massimo alle 20:20.
Il Nord-Ovest sarà l’area favorita. Le simulazioni locali indicano valori superiori al 93% a Torino e Genova, oltre il 92% a Milano e Bologna e circa il 91% a Venezia. A Roma la superficie solare coperta sarà vicina al 69%, mentre Napoli si fermerà intorno al 46%. In Sicilia l’effetto risulterà più contenuto: a Palermo il fenomeno inizierà alle 19:38, raggiungerà il massimo alle 19:56 e terminerà al tramonto pochi minuti più tardi.
I numeri, però, non garantiscono da soli una buona osservazione. Il Sole sarà a pochi gradi dall’orizzonte e potrà essere nascosto da montagne, edifici, alberi o foschia. Servirà quindi un luogo con visuale libera verso ovest o nord-ovest, preferibilmente elevato oppure affacciato sul mare o su una pianura aperta.
Perché l’eclissi sarà totale in Spagna e soltanto parziale in Italia?
La differenza dipende dalla posizione dell’osservatore rispetto all’ombra proiettata dalla Luna. Quando il satellite passa tra Terra e Sole, genera una zona centrale stretta, chiamata umbra, nella quale il disco solare viene coperto completamente. Intorno si estende la penombra, dove l’allineamento è meno preciso e resta visibile una porzione della stella.
Il 12 agosto l’umbra attraverserà l’Atlantico settentrionale e la Penisola Iberica, mentre l’Italia resterà esterna alla fascia di totalità. La NASA stima che la fase completamente buia durerà meno di due minuti in gran parte del percorso e comunque meno di due minuti e mezzo nelle zone più vicine alla linea centrale.
È utile distinguere tra magnitudine e oscuramento. La magnitudine misura la frazione del diametro solare coperta dalla Luna; l’oscuramento indica la percentuale dell’area del disco nascosta. Sono dati diversi e non devono essere confrontati come se fossero equivalenti.
Dove osservare meglio l’eclissi di Sole del 12 agosto?
I punti migliori saranno quelli con l’orizzonte occidentale completamente libero. In Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e nelle aree alpine il fenomeno sarà molto profondo, ma rilievi e profili urbani potrebbero anticipare la scomparsa del Sole. Una collina, una terrazza autorizzata, un lungomare rivolto a ovest o una vasta area pianeggiante offriranno condizioni più favorevoli.
Conviene arrivare con anticipo e verificare la posizione del tramonto nei giorni precedenti. A Torino l’eclissi inizierà alle 19:28, raggiungerà il massimo alle 20:21 e resterà osservabile fino alle 20:40 circa, per una durata visibile di 72 minuti. Il meteo resterà la variabile decisiva: nuvole basse e foschia possono compromettere la visuale anche con il cielo sereno sopra la testa.
Come guardare il Sole senza rischiare danni agli occhi?
In Italia gli occhiali protettivi dovranno essere utilizzati per tutta l’osservazione. Non essendoci una fase di totalità, non esisterà alcun momento in cui sarà sicuro guardare direttamente il Sole. Gli occhiali da sole comuni, le pellicole fotografiche, i vetri affumicati e i filtri improvvisati non offrono una protezione adeguata.
I visori devono essere progettati per l’osservazione solare e conformi allo standard internazionale ISO 12312-2. Prima dell’uso occorre controllare che non presentino graffi, fori o deformazioni. Fotocamere, binocoli e telescopi richiedono filtri specifici montati davanti all’obiettivo: osservare attraverso uno strumento non filtrato può provocare lesioni oculari immediate.
Un’alternativa sicura è la proiezione indiretta con un piccolo foro su un cartoncino. L’immagine del Sole viene proiettata su una superficie, mantenendo sempre la stella alle proprie spalle. Anche gli spazi tra le foglie degli alberi possono produrre sul terreno numerose falci luminose.
Un laboratorio naturale per studiare la corona solare
Le eclissi totali permettono agli astronomi di osservare con particolare chiarezza la corona, normalmente nascosta dalla luminosità della fotosfera. Questa regione raggiunge temperature superiori a un milione di gradi, mentre la superficie visibile del Sole si trova intorno a 4.500-6.000 gradi. Il meccanismo che produce una differenza così marcata resta uno dei problemi centrali della fisica solare.
Dall’Italia la corona non sarà visibile a occhio nudo, ma l’evento potrà comunque mostrare cambiamenti nella luminosità ambientale, nei colori del tramonto e nella temperatura percepita. L’appuntamento sarà uno spettacolo accessibile a milioni di persone e un’occasione concreta per comprendere come i movimenti di Sole, Luna e Terra trasformino il cielo con una precisione calcolabile molti anni in anticipo.
