sabato, Giugno 15, 2024
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Crescita dell’occupazione in Italia: dati record, ma siamo ancora fanalino di coda in Europa

Secondo i dati di Censis e Istat, l’occupazione in Italia ha raggiunto nuovi massimi storici con 23,4 milioni di persone impiegate nel primo semestre di quest’anno. Una notizia positiva che riflette la consolidazione della fase espansiva dell’occupazione, avviata già nel 2021. Tuttavia, nonostante questo notevole traguardo, il Paese si trova ancora al fanalino di coda in Europa per quanto riguarda il tasso di occupazione, con un aumento del 2% che lo porta al 61,8%, ma ancora al di sotto della media europea di quasi 10 punti percentuali.

Occupazione in Italia: dati positivi ma sfida europea

Se da un lato i dati evidenziano una crescita costante dell’occupazione in Italia, dall’altro mettono in luce una sfida significativa rispetto agli altri Paesi europei. Secondo Eurostat, l’Italia è l’ultimo Paese in Europa per il tasso di occupazione, dimostrando la necessità di ulteriori sforzi per allinearsi agli standard europei. Nonostante l’aumento di 2 punti percentuali tra il 2020 e il 2022, il divario rimane considerevole.

Occupazione femminile in ritardo

Un aspetto critico che emerge dai dati riguarda l’occupazione femminile in Italia. Sebbene il 51,1% delle donne lavori attualmente, questo dato è ben al di sotto della media europea del 64,9%, piazzando l’Italia all’ultimo posto in Europa anche per questo indicatore. Nonostante un aumento rispetto a 20 anni fa, quando solo il 45,1% delle donne lavorava, il dato delle lavoratrici più giovani (under 34) è in diminuzione, passando dal 44,1% al 37,3% in quasi due decenni. Questa tendenza indica la necessità di maggiori sforzi nel promuovere l’occupazione giovanile femminile.

Crescita nell’occupazione in Italia, ma sfide persistenti

Nonostante l’andamento positivo dell’occupazione in Italia, il contesto economico in frenata ha portato ad una crescita di 27.000 occupati ad ottobre. L’aumento coinvolge uomini, donne e dipendenti permanenti, mentre si osserva una diminuzione dei dipendenti a termine e degli autonomi. Tuttavia, il tasso di disoccupazione totale è salito al 7,8%, dimostrando che ci sono ancora sfide da affrontare per mantenere la stabilità del mercato del lavoro. La crescita dell’occupazione è positiva, ma il numero di persone in cerca di lavoro è aumentato del 2,3%, pari a 45.000 unità, coinvolgendo sia uomini che donne e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 35-49 che hanno registrato un lieve calo.

Occupazione giovanile e contratti stabili in Italia

La situazione degli occupati sotto i 35 anni è in chiaro-scuro: sebbene il numero cresca, il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 24,7%, confermando la necessità di interventi mirati. La buona notizia è l’aumento dei contratti stabili, soprattutto per i dipendenti permanenti, che superano i 15 milioni e 700 mila unità. Questo indica una tendenza positiva verso lavori più sicuri e stabili, ma resta ancora un’area in cui concentrare gli sforzi per migliorare ulteriormente l’occupazione giovanile.

Prospettive future e conclusioni

Nonostante la crescita dell’occupazione in Italia, i dati evidenziano la persistenza di sfide, specialmente nell’occupazione femminile e giovanile. Mentre il Paese festeggia il record di occupati, è necessario concentrarsi su politiche attive per migliorare la posizione in Europa e garantire opportunità lavorative per tutte le categorie di lavoratori. La strada è ancora lunga, ma i dati positivi indicano che la tendenza è nella giusta direzione. Affrontare le sfide rimanenti garantirà una base solida per un futuro più prospero e inclusivo per il mercato del lavoro italiano.

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