mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Ricchezza in Italia: analisi di Bankitalia svela la disuguaglianza, ma il mattone la rende meno accentuata

L’analisi recente condotta dalla Banca d’Italia, nel contesto delle statistiche elaborate dalla Banca Centrale Europea (Bce), ha rivelato uno scenario della ricchezza in Italia che pone il 5% delle famiglie al vertice, possedendo niente meno che il 46% della ricchezza netta. Tuttavia, l’Italia si colloca sotto la media europea per la concentrazione della ricchezza, posizionandosi al livello della Francia e dietro la Germania, attualmente il paese con il più alto grado di disuguaglianza in termini di ricchezza netta.

Ricchezza in Italia: analisi della disuguaglianza
L’analisi della Banca d’Italia evidenzia che il divario rispetto all’intera area europea è dovuto principalmente alla quota più elevata di ricchezza netta detenuta in Italia dalle famiglie al di sotto della mediana, principalmente legata al possesso di abitazioni. Questo fenomeno, spiega lo studio, contribuisce a una disuguaglianza apparentemente meno accentuata rispetto ad altri paesi europei.

Il ruolo determinante del mattone

Il rapporto mette in luce l’importanza cruciale delle abitazioni nel contesto economico italiano, rappresentando ben la metà della ricchezza degli italiani. Tale percentuale varia notevolmente in base alla ricchezza delle famiglie: le abitazioni costituiscono tre quarti della ricchezza per le famiglie sotto la mediana, poco sotto il 70% per quelle della classe centrale e poco più di un terzo per quelle della classe più ricca.

Ricchezza in Italia: differenze tra classi di ricchezza

Le famiglie più povere, secondo lo studio, possiedono principalmente depositi come componente rilevante di ricchezza finanziaria, pari al 17%. Al contrario, le famiglie più ricche diversificano il loro portafoglio, con quasi un terzo della ricchezza rappresentato da capitale di rischio legato alla produzione, come azioni, partecipazioni e attività reali destinate alla produzione, e un quinto da fondi comuni di investimento e polizze assicurative.

Suddivisione del patrimonio abitativo e depositi

Dal 2010 al 2022, la quota del patrimonio abitativo detenuto dalle famiglie della classe media è scesa dal 50% al 45%, a vantaggio soprattutto del decimo più ricco. Nel medesimo periodo, i depositi sono aumentati del 40%, con le famiglie appartenenti al decimo più ricco che ne hanno visto una crescita del 6%, raggiungendo la metà del totale.

Ricchezza in Italia: il 5% delle famiglie e l’indice di disuguaglianza

Si evince così che il 5% delle famiglie italiane più ricche possiede circa il 46% della ricchezza netta totale, e i principali indici di disuguaglianza sono rimasti sostanzialmente stabili tra il 2017 e il 2022 dopo essere aumentati tra il 2010 e il 2016. Nonostante questa distribuzione apparentemente sbilanciata, l’Italia riesce a mantenere un indice di disuguaglianza relativamente stabile.

Prospettive future e implicazioni politiche

Guardando al futuro, la questione della disuguaglianza rimane al centro delle discussioni politiche ed economiche. Mentre le abitazioni continuano a giocare un ruolo chiave nella formazione della ricchezza delle famiglie italiane, le politiche pubbliche potrebbero concentrarsi sulla promozione di opportunità di investimento più ampie e accessibili per tutte le classi sociali.

In conclusione, l’analisi della Banca d’Italia offre uno sguardo approfondito sulla distribuzione della ricchezza in Italia, evidenziando come le abitazioni siano il cardine della situazione economica delle famiglie. Nonostante la disparità nel possesso di ricchezza, la situazione italiana sembra differenziarsi positivamente rispetto ad altri paesi europei, offrendo spunti interessanti per il dibattito pubblico e le future politiche economiche.

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