sabato, Giugno 15, 2024
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Niger: aumenta l’incertezza economica dopo il colpo di stato

Nel periodo successivo al colpo di stato del 26 luglio che ha destituito il presidente del Niger, Mohamed Bazoum, il paese si trova di fronte a una tetra prospettiva economica caratterizzata dalla diminuzione dei finanziamenti internazionali e dal peso delle sanzioni imposte dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO).

La sospensione dei flussi di aiuti internazionali

Il Niger, uno dei paesi più poveri del mondo, fa ampio ricorso all’assistenza internazionale per sostenere la sua economia. L’Unione Europea (UE), un partner cruciale per il Niger, aveva stanziato cospicui 503 milioni di euro (554 milioni di dollari) per finanziare progetti di miglioramento della governance, dell’istruzione e della crescita sostenibile nel paese nel periodo 2021-2024, come dichiarato sul suo sito web. Tuttavia, in seguito al colpo di stato, l’UE, insieme ad altri partner internazionali come la Francia, ha tempestivamente interrotto il suo sostegno finanziario.

Di conseguenza, il sostegno al bilancio del Niger è notevolmente diminuito, scendendo da una previsione di 1,166 miliardi di dollari a soli 254 milioni di dollari, come riportato in uno studio congiunto della Banca Mondiale (BM) e del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP). Per i progetti di sviluppo, la situazione è ancora più desolante, con soli 82 milioni di dollari (equivalenti al 0,55% del PIL) stanziati nel 2023, molto al di sotto dei previsti 625 milioni di dollari (equivalenti al 3,6% del PIL). Questa sospensione avrà un impatto negativo sulla capacità del paese di realizzare progetti e gestire i suoi impegni finanziari.

Questi dati, registrati all’inizio di ottobre, non tengono conto della sospensione da parte di Washington della maggior parte dei suoi programmi di sostegno per il paese, per un ammontare di circa 500 milioni di dollari.

Vincoli di bilancio e mancanza di entrate

Il Niger dipende pesantemente dalle entrate interne per appena il 62% del suo bilancio, secondo i dati dell’UE. A ottobre, il regime militare ha preso una drastica decisione annunciando una riduzione del 40% del bilancio nazionale per il 2023, attribuendo questa decisione alle “severissime sanzioni imposte da organizzazioni internazionali e regionali” che minacciano di far sprofondare il paese in una crisi finanziaria, mettendo a rischio sia le entrate esterne che quelle interne.

Le sanzioni della CEDEAO hanno impedito al Niger di accedere al mercato finanziario regionale dell’Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale (UEMOA) per il finanziamento del bilancio e altre operazioni bancarie. Di conseguenza, le autorità nigerine hanno richiesto ai contribuenti di saldare le tasse in contanti, aggirando il conto del Tesoro bloccato dalle sanzioni. Di fronte a un drastico calo delle entrate, il governo ha optato per la priorità dei salari dei dipendenti pubblici, a discapito degli investimenti pubblici, secondo l’analisi della BM. Inoltre, la nuova amministrazione ha omesso di effettuare diversi pagamenti di interessi sul suo debito, aumentando i debiti arretrati e minacciando di sospendere ulteriori aiuti finanziari internazionali.

Una crisi delle infrastrutture in combutta con la scarsità di energia

La sospensione dell’approvvigionamento elettrico da parte della vicina Nigeria, che rappresentava il 71% del consumo del Niger prima del colpo di stato, ha aggravato i problemi energetici del paese.

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